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  La diffusione della sigaretta in Europa

L’uso di fumare il tabacco è certamente antichissimo...



La sigaretta e la sua diffusione in Europa


 

Più di 4.000 sostanze chimiche...

Secondo gli storici, l’origine della sigaretta moderna (cilindretto di carta velina riempito di tabacco finemente trinciato) risale a due eventi di guerra. Durante l’assedio di San Giovanni d’Acri da parte
delle truppe di Ibrahim Pascià nella guerra contro i Turchi, nel 1832, i soldati turchi usarono i tubi di carta indiana, utilizzati per contenere la polvere da sparo, per avvolgervi il tabacco. Altri storici spostano la data al 1837, nella campagna francese in Algeria, quando durante una sosta nella battaglia di Costantina, i legionari utilizzarono i trucioli di foglie di tabacco avvolti in una foglia intera; tornati in Francia la foglia fu sostituita con piccoli tubi di carta velina. Agli inizi del 1800 era molto usato dai francesi il tabacco da fiuto, e si fumava soprattutto il sigaro e la pipa; le prime sigarette, di grandi dimensioni e costose, erano confezionate a mano interamente con tabacchi turchi.

Nel 1843 in Francia furono messe in vendita le prime ventimila sigarette in carta litografata fabbricate nella Manifattura di Gros Caillou: la vendita, effettuata a favore dei sinistrati dell’isola di Guadalupa, colpita da un ciclone, ebbe grande successo. Nello stesso anno furono poste in vendita dal monopolio francese due marche di sigarette composte da tabacchi esteri, una avvolta in
carta e l’altra con estremità in legno. Uno scrittore francese affermava nel 1845 che ifumatori di sigarette preferivano i tabacchi Maryland e Virginia, poiché quelli che crescevano in Francia erano di gusto troppo acre; notava anche che le sigarette erano presentate in bustine con soprascritte spagnole, come Papet de hido, fabrica
de Balmasede en Barcelona (le carte spagnole dell’epoca erano famose), ed era usata una carta tagliata in piccole lamine non incollate, mentre all’interno della Francia era usata della carta detta “paglia di mais”, di colore ossido di ferro (sigarette uso Guatemala).

Esisteva anche uno strumento per confezionare la sigaretta, il cigarettotipo, formato da un tubo che si riempiva di tabacco. L’autore, riportando la diffusa opinione che la sigaretta non avrebbe avuto successo, affermava: L’esistenza e la gloria della sigaretta non dureranno più d’un fuoco di paglia. I fumatori si ricrede-
ranno, .... essi rinunceranno alla sigaretta. Oh, sigaretta tu sarai portata via dal vento dell’oblio.... Ma consolati! La tua gloria non morirà, e fra mille e più anni i nostri discendenti che leggeranno questo libro sul tabacco conosceranno e apprezzeranno la sorte che avesti nel corso di qualche anno del
diciannovesimo secolo, oh sigaretta”. Sempre in Francia nel 1848 apparvero le prime donne fumatrici di sigari, pipe e sigarette (le Vésuviennes), come simbolo di rivolta contro la morale corrente.
In Europa la vera diffusione delle sigarette avvenne con la Guerra di Crimea (1854-1856), ad opera dei soldati inglesi e francesi di ritorno dalla guerra, dalla quale avevano appreso il modo di arrotolare le sigarette dagli alleati turchi.

In Inghilterra la prima manifattura di sigarette, fatte a mano con tabacchi orientali e russi, fu aperta nel 1860; più tardi apparvero le prime sigarette fatte con Burley dolce e Virginia Bright. Nel 1868 le ferrovie inglesi istituirono le prime carrozze per fumatori. Le prime macchine per il confezionamento delle sigarette, a riempimento di tubetti di carta, apparvero verso il 1870; in Francia la vendita delle sigarette saliva vertiginosamente, passando da settecentomila pezzi nel 1855 a undici milioni nel 1870 (erano comunque solo il 2% circa delle vendite del monopolio, i francesi preferivano ancora il tabacco da fiuto e i sigari). Nel 1879 a Parigi la manifattura di carta per sigarette Braunstein iniziò a produrre tipi di carte che ebbero subito grande diffusione e furono esportate in molti paesi. Nell’Impero Asburgico il monopolio del tabacco vendeva nel 1865 le prime sigarette, chiamate “doppie”, formate con un bocchino a ciascuna delle estremità e tre volte più lunghe delle attuali, da tagliare in due prima dell’uso. In Russia, verso il 1850 la ditta “La Ferme” di Joseph Huppmann vendeva a S. Pietroburgo una sigaretta costituita da una miscela di tabacchi orientali, di Burley e Maryland americani.

Nel 1869 furono vendute in Italia circa 6.000 kg di sigarette, tutte d’importazione dall’Oriente; la fabbricazione delle sigarette, chiamate spagnolette, fu effettuata
dopo il 1879, interamente a mano. L’introduzione nel 1892 delle prime macchine confezionatrici fece diminuire i prezzi di vendita e favorì il consumo delle sigarette. Anche in Germania e Olanda il mercato delle sigarette iniziò dopo il 1880, mentre nei paesi scandinavi le sigarette comparvero per ultime, per l’abitudine a consumare prodotti non da fumo (tabacco da fiuto e da mastico).


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L
’industria del tabacco negli Stati Uniti


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