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Il lavoro di fabbricazione delle sigarette era effettuato interamente a mano...
La sigaretta - Industria del Tabacco negli Stati Uniti
Numerosi furono gli ingredienti usati: rum, anice, comino, coriandolo, semi di angelica, estratto di valeriana, sciroppi di frutta, vino aromatico, vaniglia. Ci furono anche delle marche di tabacco che erano manifatturate senza l’utilizzo di alcuna sostanza, e sulle etichette si precisava che il prodotto era senza “adulterazione e profumo”. I tabacchi impiegati erano americani (Virginia Bright, Burley, Maryland), poi furono sostituiti con tabacchi dell’oriente europeo, greci o turchi. L’insieme dei tabacchi indigeni americani e di quelli orientali diedero origine alle prime miscele (blend); inizialmente la percentuale di orientale risultò predominante, poi gradualmente presero il sopravvento i tabacchi americani. Intorno al 1870 la manifattura Allen & Ginter di Richmond utilizzava nei prodotti il tabacco Havanna, mentre la F.S. Kinney Company di New York fabbricava una marca fatta con tabacchi Virginia, Turchi e Perique. Questa ditta chiamò arrotolatori di tabacco dall’Europa con lo scopo di insegnare alle ragazze americane l’arte di fabbricare le sigarette a mano. Le sigarette confezionate a mano (in media 1.000-1.200 in otto ore di lavoro) avevano naturalmente un prezzo molto elevato. Le manifatture cer- carono quindi nuove soluzioni, con macchine che potevano ridurre il costo della lavorazione e ottenere produzioni su larga scala.
Le prime manifatture per sigarette dotate di macchinari furono impiantate all’Havana, Cuba, nel 1853, ed apparvero negli Stati Uniti intorno al 1860, ad opera di J. Huppmann (lo stesso della fabbrica russa) a New York. Nel 1860 W.H. Pease realizzava una macchina con lama rotante, che tagliava le foglie di tabacco in strisce che potevano essere più facilmente usate nel confezionamento delle sigarette. Nel 1875 la Allen & Ginter mise in palio un premio di 75.000 $ per una macchina capace di superare le apparecchiature esistenti. James Albert Bonsack, figlio di un manifattore di merci di lana, all’età di soli 17-18 anni, decise di entrare nella competizione. Pochi anni dopo, nel 1880, realizzava e perfezionava una macchina di concezione completamente nuova: da una bobina di carta si otteneva una striscia continua sulla quale cadeva il tabacco, si formava un lungo tubicino (il “baco”) tagliato poi da un coltello in pezzi di uguale lunghezza. La nuova macchina permetteva di realizzare 200 sigarette al minuto, equivalenti a 96.000 in otto ore; sostituiva il lavoro di 48 arrotolatori a mano, e portò al crollo dei prezzi delle sigarette. Migliorava inoltre sensibilmente l’efficienza di una preceden- te macchina industriale, la Susini-Durand, con la quale era possibile produrre 3.600 sigarette l’ora.
Fino a quella data le sigarette erano vendute sfuse, ossia “a peso” o “a numero”: la nuova macchina permetteva di confezionarle in pacchetti contenenti generalmente 10 o 20 sigarette. La macchina di Bonsack fu installata in molte fabbriche, e il brevetto portato nei principali paesi esteri (nel 1882 il giovane inventore si recò anche a Roma per installarvi una macchina); per alcuni anni la macchina fu costruita a Parigi, in seguito fu realizzata a Lynchburg e Salem (Virginia). La macchina favorì la produzione di nuove marche di sigarette; una di queste affermava sull’etichetta “Le sigarette contenute in questo pacchetto sono manifatturate con macchine Bonsack”. Uno storico nel 1884, riferendosi a questa macchina, affermava: “Non ci sono molte macchine al mondo che siano più complicate o lavorano in modo più mirabile”, ma al contempo pensava che avreb- be causato stenti nella società, privando molte persone del lavoro (ma la manifattura di James B. Duke di New York nel 1886 utilizzava quindici macchine di Bonsack, ed impiegava 750 lavoratori). Per l’industria delle sigarette ulteriori progressi furono fatti in pochi anni con l’introduzione di nuove macchine: nel 1886 la macchina di William H. Kerr era capace di confezionare 90.000 pacchetti al giorno (rispetto ai 600 confezionati da una provetta operaia); nel 1896 la macchina di Kerr e Charles V. Strickland impacchettava, etichettava, stampava automaticamente e pesava accuratamente ogni porzione di tabacco; nel 1913 la macchina di John T. Dalton inseriva un sottile filo lungo il bordo delle scatole... .
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