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Astinenza: dipendenza fisica e dipendenza psicologia del fumatore
Mancanza di nicotina
Nicotino-dipendenza
Il Surgeon General nel 1964, non indentificava il fumo di tabacco come una tossicodipendenza. Tuttavia gia' da allora, alcuni studiosi avevano formulato l'ipotesi di una dipendenza da nicotina, il principio attivo presente nel fumo di sigaretta. Grazie a studi successivi e' stato invece accertato, oltre ogni ragionevole dubbio, che la nicotina e', nel tabacco, il principio attivo che produce la dipendenza. Nella quarta edizione del 1994 del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, (DSM-IV), la dipendenza e la astinenza da Nicotina sono classificate come un disturbo psichico. I criteri per valutare la dipendenza da nicotina, sono:
a) un persistente desiderio o il fallimento dei tentativi di smettere b) un aumento della quota del proprio reddito destinata a procurarsi la sostanza c) la continuazione nell'uso nonostante la consapevolezza di un problema di salute d) il disagio, anche dopo una breve astinenza, che porta al tentativo continuo di trovare sollievo al desiderio di fumare.
Nei primi anni '70, prima che fossero avviati gli studi basati su sistemi di sostituzione della nicotina, la dipendenza era valutata attraverso studi di titolazione. Queste ricerche confermarono che i fumatori manifestano un comportamento di 'ricerca della nicotina', in modo da garantirsi costantemente un determinato livello di questa sostanza nel sangue. E' dimostrato come le sigarette con elevata concentrazione di nicotina determinano un abbassamento della frequenza del numero e/o della intensita' delle aspirazioni, mentre viceversa, sigarette a bassa concentrazione di nicotina, costringono i fumatori ad aumentare la frequenza e l'intensita' delle aspirazioni per aumentare la quantita' di fumo inalata. I fumatori di sigarette a basso rendimento non consumano meno nicotina, essi tendono comunque a mantenere i livelli di nicotina fra 30 e 40 ng/ml di plasma. Sembra che il fumo abbia un effetto protettivo sul cancro dell'utero e della mammella ma queste osservazioni in contrasto con previsioni intuitive, non sono mai state confermate. Un effetto protettivo della nicotina e' stato osservato anche in alcune malattie neurologiche come il morbo di Parkinson e quello di Alzheimer. La nicotina e' altresi' utile nel frenare emorragie associate a coliti ulcerative e la sua forma in gomma masticabile *(visita: *farmaci antifumo)e' in sperimentazione per la terapia della sindrome di La Tourette.
La nicotina ha inoltre degli effetti biologici: Effetti biologici della nicotina
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